Perché Piangiamo? Psicologia e Scienza Rispondono Così

Perché piangiamo: cenni di psicologia sul pianto

 

La domanda potrebbe essere apparentemente fin troppo banale, ma la risposta – in verità – non è univocamente nota: perché piangiamo?

E, ancora: a cosa servono le lacrime del pianto?

Di ciò gli scienziati e gli psicologi dibattono da più di un secolo, giungendo a riscontri e teorie che non sempre sembrano essere in grado di avvicinarsi alla verità. Al di là delle ipotesi meno accreditate, la visione interpretativa principale sembrerebbe ricollegare le lacrime del pianto alla necessità di comunicare agli altri un proprio stato d’animo, segnalando ad altre persone (e naturalmente a se stessi) che si sta affrontando qualche problema o qualche situazione particolare, che da soli non si riesce a superare e arginare con soddisfazione.

Dunque, alla base delle lacrime vi sarebbe la necessità di manifestare agli altri una propria condizione, un’emozione che, evidentemente, si farebbe fatica a diramare con la stessa potenza comunicativa con il verbo o con altri comportamenti non verbali.

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A dimostrazione di ciò, alcuni studi hanno cercato altresì di comprendere per quale motivo le lacrime del pianto siano così diverse da quelle che, ad esempio, sorgono nel momento in cui si fronteggiano condizioni di altra natura (si pensi al taglio della cipolla, o al momento in cui le lacrime sgorgano per poter pulire e inumidire gli occhi).

Nell’ambito della particolare psicologia del pianto, i ricercatori hanno ad esempio scoperto che le lacrime che derivano dalle emozioni sono differenti, sotto il profilo chimico, dalle altre: le divergenze sono invero notevoli, e riguardano ad esempio la maggiore concentrazione di proteine.

Secondo le ipotesi più affascinanti, tale contenuto “divergente” rispetto alle altre “classi” di lacrime potrebbe essere riconducibile alla medesima necessità comunicativa di cui sopra: il maggior contenuto proteico rende infatti le lacrime più viscose, facendo in modo che rimangano sulla pelle più a lungo e, di conseguenza, rendendole più probabilmente visibili agli altri.

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